XXVII Domenica del Tempo Ordinario

08 Ott

XXVII Domenica del Tempo Ordinario

«La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata testata d’angolo»
 

                                               

 

Colore VERDE (anno A)

XXVII DOMENICA del

TEMPO ORDINARIO

 

“NON UCCIDIAMO IL CRISTO CHE È IN NOI …!!”

 

CANTO DEL VANGELO (Gv 15,16)

Alleluia, alleluia

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.

Alleluia

____________________________

 

VANGELO (Mt 21,33-43)
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore

Lode a te o Cristo

____________________________

COMMENTO (spunti da mons. G. Poma)

 

“C’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna…”. Comincia così la parabola che Gesù racconta oggi.

La ascoltiamo e … subito pensiamo che, poiché “Israele” ha rifiutato di riconoscere Gesù come l’inviato di Dio, si è meritato di perdere il titolo di “popolo di Dio” a favore della Chiesa.

In realtà c’è molto di più e di diverso in questo testo.

Nell’immagine di Dio che ama la vigna, che ha piantato e curato e, che si ritira per lasciare spazio alla libertà dell’uomo, Gesù ci dona l’esperienza di Dio che ama appassionatamente l’umanità; la ama “facendo” e la ama “ritraendosi”, per affidare ciò che ama alla responsabilità degli uomini.

Per Gesù, la storia è una relazione operosa tra Dio e l’uomo: c’è un fare di Dio che suscita e attende un fare dell’uomo.

Dio si ritrae perché l’uomo faccia fruttificare la vigna che Lui ama: sono essenziali i frutti, è importante operare nella vigna, occorre “fare”; ma non un fare qualsiasi, è il fare del “Figlio” che “ascolta la Parola del Padre”; è il fare come risposta d’amore all’amore del Padre.

Anche con questa parabola, Gesù vuole farci entrare nell’esperienza di Dio: un Dio che ci mostra che la via della vita è il dono di sé.

Per Gesù, infatti, come per il profeta Isaia che leggiamo nella prima lettura, tutto parte dall’amore di Dio, un amore che va accolto e fatto fruttificare perché tutti ne possano gioire e condividere .

E invece che fanno i contadini a cui è stata affidata la vigna? Cominciano a pensare “secondo gli uomini” e non “secondo Dio”: pensano che la vigna sia proprietà loro, entrano nella logica del profitto personale, trattengono i “frutti” solo per sé, sbeffeggiano e umiliano i servi (i profeti di Dio) che reclamano una parte dei frutti per tutti e, infine, tagliano ogni relazione con il “Padre” uccidendo il Figlio.

La parabola è una messa in guardia non solo per i sacerdoti e gli anziani del popolo a cui è rivolta, ma anche per i responsabili della sua Chiesa, per i suoi discepoli e per noi, oggi.

In noi c’è l’immagine del Cristo, il Figlio unigenito di Dio. Se non riconosciamo questa immagine, che in Gesù si è fatta carne affinché lo vedessimo e ne seguissimo le orme, è facile che ci lasciamo inghiottire dalla “mentalità del mondo”, propensa alla rapina e al saccheggio dei beni della terra, anziché alla condivisione, al dono di quanto abbiamo e di quanto siamo.

Se seguiamo la “mondanità”, uccidiamo  il Figlio che è in noi e … Dio, il Padre,   non ci ucciderà(come hanno risposto i sacerdoti della parabola) ma cercherà altri per realizzare il Regno;  altri che siano disposti ad essergli figli come il Cristo, diventato “testata d’angolo” del suo progetto originario.