II DOMENICA DI PASQUA o DELLA DIVINA MISERICORDIA
«PACE A VOI!»

II DOMENICA di PASQUA o
della DIVINA MISERICORDIA
Anno C
Colore liturgico BIANCO
LITURGIA della PAROLA
COLLETTA
Dio di eterna misericordia,
che ogni anno nella festa di Pasqua
ravvivi la fede del tuo popolo,
accresci in noi la grazia che ci hai donato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo….
_______________________
PRIMA LETTURA (At 5,12-16)
Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne
Dagli Atti degli Apostoli
Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.
Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.
Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.
Parola di Dio/Rendiamo grazie a Dio
________________________
SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
R/ Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R/
_______________________
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! R/
______________________
Ti preghiamo, Signore: Dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: Dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina. R/
________________________
SECONDA LETTURA (Ap 1,9-11.12-13.17-19)
Ero morto, ma ora vivo per sempre.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.
Parola di Dio/Rendiamo grazie a Dio
_______________________
SEQUENZA (facoltativa)
Alla vittima pasquale, s’innalzi oggi il sacrificio di lode. L’agnello ha redento il suo gregge, l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
“Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?”. “La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea”.
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
________________________
CANTO DEL VANGELO (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.
______________________
VANGELO (Gv 20,19-31)
Otto giorni dopo venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore/Lode a te o Cristo
__________________________
COMMENTO di don Roberto Seregni
«PACE A VOI!»
I discepoli hanno paura. Nonostante l’annuncio sconvolgente delle donne, gli undici rimangono blindati nel loro nascondiglio. Il rimorso, per aver abbandonato il maestro nel momento della prova, non gli dà pace. Nei loro cuori c’è un intreccio di emozioni e di pensieri: da una parte, non possono credere che tutto sia finito con la crocifissione del maestro, anche se le donne hanno detto che lo hanno visto vivo e vegeto; dall’altra parte, si sentono dei falliti, dei miserabili per essere scappati e averlo lasciato solo.
Giovanni appunta che i discepoli stavano con le porte chiuse, ma sembra proprio che l’evangelista non si stia riferendo solo alle porte dell’abitazione, ma anche a quelle del cuore. Sono blindati nelle loro paure, nelle loro mille domande; stanno facendo i conti con i loro sogni di gloria infranti e la loro autostima sprofondata sotto terra.
E in tutto questo garbuglio, il Signore si fa presente. Bellissimo. Stupendo. La sua prima parola è “pace”. Il Signore non critica, non gira il coltello nella piaga, non umilia ai suoi amici, ma annuncia la pace e dona lo Spirito per la remissione dei peccati. Proprio a loro, discepoli sconquassati dalla propria miseria e nascosti per la paura, il Signore affida la missione di perdonare i peccati! Proprio a loro, che hanno sperimentato la bassezza della miseria umana, il Signore affida il compito di farsi carico dell’umanità ferita. Non guarderanno nessuno dall’alto in basso, non punteranno il dito contro i fratelli, non giocheranno a fare i primi della classe… Loro, che hanno sperimentato sulla pelle la potenza e la bellezza del perdono, saranno strumenti affidabili e docili della misericordia del Padre in tutti gli angoli del mondo.
L’evangelista aggiunge un particolare interessante: Tommaso non era lí con gli atri discepoli e, di ritorno a casa, riceve l’annuncio della visita del Risorto. Anche lui – giustamente – vuole vedere il Signore; come le donne e gli altri discepoli anche lui vuole fare esperienza del Risorto! Tommaso, detto Didimo, cioè “il gemello”, è il gemello di ciascuno di noi: incapaci di fiducia, increduli e scettici…
La beatitudine finale, “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”, è per ciascuno di noi! Per noi, che cerchiamo di sollevare lo sguardo e credere in un futuro di pace. Per noi, che celebriamo con fede la cena del Signore nell’attesa della sua venuta. Per noi, che lottiamo per rompere le catene delle schiavitù e abbattere i muri delle divisioni. Per noi, discepoli ammaccati che ci sforziamo di seguire le orme del risorto.