Dieci minuti con se stessi – argomento: “LA NUVOLA”

18 Ago

Dieci minuti con se stessi – argomento: “LA NUVOLA”

L’argomento di oggi

LA NUVOLA

Quando il cielo è sereno com’è bella la vita, poi una nuvola di colpo ripristina che il tradimento c’è.

Cesare Zavattini

La riflessione di oggi

Questi versi così semplici ma veri sono di Cesare Zavattini (1902- 89), scrittore ma anche sceneggiatore cinematografico, noto per la sua vivacità, sincerità, ironia. L’idea che questo scrittore e regista ci propone è, in pratica, la sintesi della vita di tutti. Ora siamo immersi nella solarità della felicità, il cuore batte impazzito di gioia, le labbra si aprono quasi spontaneamente al canto. È la festa della vita, dell’amore, del successo.

Ma ecco, all’improvviso, una nuvola che oscura il sole. Appaiono subito i fantasmi del dubbio, la voce gioiosa si spegne, lo sguardo si incupisce. È significativo che Zavattini abbia usato la parola «tradimento» per indicare l’oscurità che ora incombe all’orizzonte. Spesso l’infelicità è legata a un amore finito, violato, umiliato. Può essere soprattutto l’amore della persona che era nel tuo cuore e che ora dovresti strappare da quella sede ma ti è impossibile. Potrebbe essere anche la delusione di un ideale infranto, di un sogno spezzato, di un progetto fallito. È proprio nel giorno oscuro che si misura il coraggio di vivere e la grandezza della persona. D’altronde, per capire la gioia è necessario il dolore, perché «la sofferenza è il filo con cui la stoffa della gioia è intessuta» (Henri M. de Lubac). È, dunque, necessario procedere con decisione sia sotto il cielo sereno delle giornate positive sia sotto le oscure distese delle nubi temporalesche che incombono nel tempo della prova. La vita, infatti, oscilla come un pendolo tra la gioia e il dolore. Bisogna avere occhi capaci di scoprire sempre le sue tonalità senza chiuderli mai davanti a ciò che è sgradito. Il poeta Camillo Sbarbaro nell’opera in prosa Fuochi fatui (1956) continuava così l’immagine di de Lubac sopra citata: «La vita è una stoffa che i giovani vedono dal diritto, i vecchi dal rovescio».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori