Dieci minuti con se stessi – argomento: “GLI OCCHI DI UNA ZINGARA”

22 Apr

Dieci minuti con se stessi – argomento: “GLI OCCHI DI UNA ZINGARA”

L’argomento di oggi

GLI OCCHI DI UNA ZINGARA

Mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi l’acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però l’amato è accanto a te, tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso d’argilla della tua esistenza incapace di sostenerla.

Christos Yannaras

La riflessione di oggi

Queste due frasi delle Variazioni sul Cantico dei cantici del teologo greco-ortodosso Christos Yannaras illustrano in modo nitido la forza dell’amore vero. Tutto ciò che il giorno prima non aveva sapore, colore, profumo, dopo che ci si è innamorati si trasforma e trasfigura. È come l’orizzonte che in un giorno nuvoloso è simile a una fascia grigia e che, col sole, si muta in una tavolozza di colori, rispecchiando l’azzurro del cielo e il verde della terra. Se non si conosce l’amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare.

È la scoperta di una pienezza che l’amato ti dona in modo unico, come cantava anche Rita Pavone in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c’è nessuno. Tu sei l’unico al mondo». L’amore non è solo unicità, è anche tensione verso l’infinito: per questo non si può avere l’amore ma essere nell’amore; non è un possesso, ma una tensione vitale. Yannaras scriveva ancora: «Se esci dal tuo io, sia pure per gli occhi belli di una zingara, sai cosa domandi a Dio e perché corri dietro a Lui». In ogni amore genuino c’è lo slancio verso l’Amore infinito, totale, assoluto. È per questo che l’amore è grazia ed è nella tradizione cristiana definizione di Dio.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori