Dieci minuti con noi stessi – argomento: “ABBIAMO UCCISO DIO”

27 Lug

Dieci minuti con noi stessi – argomento: “ABBIAMO UCCISO DIO”

L’uomo contemporaneo  cerca Dio, ma non il Dio che è morto, bensì quello nuovo che sta per prendere il suo posto!

ABBIAMO UCCISO DIO!

In un luminoso mattino il folle piomba in piazza del mercato con la sua lampada gridando: «Dov’è andato Dio? Noi lo abbiamo ucciso, voi e io!… Le nostre mani grondano del suo sangue. Non sentite il lezzo della sua putrefazione? Dio è morto e resterà morto!… Chi uccide Dio diventerà Dio lui stesso!». Friedrich W. Nietzsche

La riflessione di oggi

Il Diogene che grida nella piazza del mercato alle persone indaffarate nei loro commerci e distratte dalle loro preoccupazioni, e che alla fine infrangerà a terra la sua lampada accesa, è l’uomo contemporaneo che cerca Dio, ma non il Dio che è morto, bensì quello nuovo che sta per prendere il suo posto. E la risposta è proprio nella battuta finale: «Chi uccide Dio diventerà Dio lui stesso». Molti sanno che il testo che sopra ho sintetizzato in alcune frasi frammentarie è tratto dall’aforisma 125, una celebre pagina della Gaia scienza (1882) del filosofo tedesco Friedrich W. Nietzsche. Ai suoi occhi il nuovo Dio è il Superuomo, libero dalle catene della morale da schiavi che il cristianesimo ci aveva imposto, artefice autonomo del suo destino. Questo ateismo aveva una sua grandezza, irriconoscibile nel banale e sarcastico strepitare di alcuni «atei, agnostici, razionalisti» e affini dei nostri giorni, appagati soltanto di sbeffeggiare qualche aspetto degenere della religione o di interpretarne banalmente alcuni asserti. È, invece, con quell’ateismo alto e drammatico, naturalmente aggiornato ed esteso all’odierno secolarismo che ho voluto dar vita a un «Cortile dei Gentili» per il dialogo tra credenti e non. Purtroppo il Superuomo divinizzato si è spesso rivelato orrido (Hitler rimanderà al filosofo tedesco!) oppure è decaduto nella mediocrità e non di rado si è deificato l’essere umano più vile. Per questo è necessario ritornare, credenti e atei, a interrogarci seriamente su quale Dio, perché con lui e senza di lui nulla resta identico.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)