XVIII DOMENICA: LA TRASFIGURAZIONE : ASCOLTATELO!

06 Ago

XVIII DOMENICA: LA TRASFIGURAZIONE : ASCOLTATELO!

La voce del Padre non chiede gesti eroici o sacrifici inauditi.
Egli chiede di ascoltare il Figlio per vivere la possibilità
di una “trasfigurazione della vita                                   

               

Colore BIANCO (anno A)

XVIII DOMENICA

LA TRASFIGURAZIONE

“ASCOLTATELO …”

 

CANTO DEL VANGELO (Mt 4,4b)

Alleluia, alleluia.
Questi è il Figlio mio, l’amato:

in lui ho posto il mio compiacimento.

Ascoltatelo.

Alleluia.

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VANGELO  (Mt 17, 1-9)

 Il suo volto brillò come il sole.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore

Lode a te o Cristo

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COMMENTO (di don R. Seregni)

Gesù sale sul Tabor e i tre discepoli gli vanno dietro. Non lo capiscono fino in fondo, ma si fidano. Non riescono ancora a capire il mistero di quel Maestro che parla apertamente della sua passione e morte, ma seguono il suo cammino.

In silenzio. Testa bassa. Uno dietro all’altro. Si sale. Il fiatone batte il ritmo della confusione.

E poi accade. Un fruscio. Un bagliore. Gesù è trasfigurato davanti ai loro occhi. Mosè ed Elia conversano con Lui e i discepoli fanno l’esperienza della gloria e della bellezza di Gesù. Pietro è talmente fuori di sé che propone un soggiorno residenziale…

Povero Pietro, ancora non sa che il maestro lo porterà su un cammino lungo e faticoso, che dovrà fare i conti con la povertà che lo abita e masticare la rabbia della sua piccolezza. Quella luce stupenda non basterà a dissipare le tenebre e le ombre delle sue paure. Pietro tradirà, dirà di non conoscere Gesù, piangerà lacrime amare, ma troverà dentro di sé il coraggio di lasciarsi amare, di rialzarsi, di ripartire.

No, la luce del Tabor, non è spenta. E’ rimasta lì, stupenda e nascosta, nel cuore del focoso Pietro.

Ai discepoli confusi è concesso un anticipo della gloria: ecco chi è il messia che seguono, ecco qual è la destinazione della Sua – e loro – avventura.

Croce e gloria sono i due lati del mistero di Gesù, sono il vertice della Sua rivelazione. La Trasfigurazione svela che l’una sta dentro l’altra e anticipa quale sarà l’esito del cammino di Gesù.

Ai discepoli di allora e di oggi è indicata una via: ascoltatelo.

La voce del Padre non chiede gesti eroici o sacrifici inauditi, non annuncia catastrofi per gli infedeli e paradisi scintillanti per pochi eletti.

Il Padre dice ai discepoli di ascoltare il Figlio, questo è il suo desiderio, questo è il principio della nostra trasfigurazione: “Ascoltatelo!”

Coraggio, cari amici, tra ombrelloni, rifugi alpini o città deserte, oggi la liturgia ci richiama al primato dell’ascolto e alla possibilità di vivere una nuova trasfigurazione nella nostra vita. Mettiamo nelle Sue mani le nostre fatiche e le ombre che ci inquietano, consegniamo a Lui tutte le preoccupazioni e le ansie che appesantiscono il cuore. Saliamo al Tabor, con Lui. La luce della sua bellezza non ci lascerà mai soli.